Il nuovo e-commerce Arsonsisi è online. L’innovazione a portata di mano!
Completamente rinnovato nella sua veste grafica e nei percorsi di navigazione, il nuovo e-commerce di Arsonsisi è stato disegnato e sviluppato per migliorare l’esperienza utente e facilitare il processo di acquisizione e gestione degli ordini online delle vernici in polvere.
Cristoforo Brendas - Business Manager
Polveri Italia - e Luca Troiani - Area Manager Polveri Italia e capo progetto
del nuovo e-commerce Arsonsisi - ci parlano del portale realizzato da Overweb, società
milanese di IT e servizi web.
Cosa vi ha spinto a creare un e-commerce per le
vernici in polvere qualche anno fa?
CB: Arsonsisi ha lanciato la sua prima versione dell’e-commerce nel 2014
per dare ai terzisti maggiore flessibilità ed autonomia nella gestione degli
ordini delle polveri. Siamo stati i primi in Italia ed è’ stata una
scelta coraggiosa. Per
servire meglio i clienti abbiamo voluto mettere online i prezzi e la
disponibilità dei nostri prodotti. In un certo senso è come se avessimo messo
il nostro magazzino sulla scrivania del cliente.
Perché avete deciso di rinnovarlo?
LT: Il primo portale ci ha portato sicuramente dei buoni risultati, ma il
mondo digitale è in continua evoluzione ed è importante rimanere sempre al
passo coi tempi se si vuole essere competitivi. Adesso possiamo proporre ai
nostri clienti uno strumento innovativo e completo.
Rispetto alla prima versione, cosa è cambiato?
LT: Abbiamo rivisto il design, migliorato il
percorso di navigazione ed il processo di gestione dell’ordine, ed abbiamo ottimizzato
la ricerca interna con filtri più chiari ed intuitivi per colore, prezzo,
effetto finitura e natura chimica.
Si caratterizza per velocità, comodità, convenienza,
semplicità, sicurezza e facilità di accesso dai dispositivi mobile, ormai
d’obbligo per qualunque sito web o e-commerce.
Una novità importante riguarda l’assortimento
dei prodotti nel catalogo online, perché il cliente oggi può ordinare dal
portale anche i codici che non sono costantemente a stock.
Inoltre, con questa nuova piattaforma siamo in
grado di proporre nuove tipologie di promozioni più mirate alle esigenze dei
clienti.
CB: Prezzi più convenienti e promozioni
riservate; accesso al proprio account cliente per consultare lo storico ordini
e le fatture; velocità di processione dell’ordine.
Il nostro e-commerce è di
supporto anche alle attività del cliente, perché nella pagina di ogni prodotto,
oltre alla descrizione, trova subito le informazioni utili alla preparazione ed
applicazione della vernice, e può scaricare in ogni momento la scheda tecnica di
tutti i codici presenti nel catalogo online.
Quali sono le vostre aspettative?
CB: Portare il maggior numero di clienti a sfruttare appieno il potenziale
offerto dal web, perché crediamo sia il futuro e vorremo essere noi ad
accompagnarli in questo percorso.
Arsonsisi produce un’ampia gamma di vernici
industriali. Oltre alle polveri, pensate di vendere online altri prodotti
vernicianti prossimamente?
LT: Al momento il servizio è attivo solo per l’acquisto online delle
vernici in polvere in Italia, ma contiamo di estenderlo presto anche all’estero
ed alla vendita delle altre linee di vernici industriali di Arsonsisi.
Per ulteriori informazioni vi suggeriamo di visitare il seguente link.
Per ulteriori informazioni vi suggeriamo di visitare il seguente link.
Miglioramento qualitativo del terzismo di verniciatura con l’introduzione di innovazioni: pretrattamento monostadio e verniciatura decorativa con azoto
Non è
facile per un terzista di verniciatura innovare i propri impianti e le proprie
apparecchiature per evidenti problemi – tempistica, fermi produzione e
accantonamento di risorse - che si ripercuotono sulla produzione corrente. Ma i
terzisti più avanzati sanno che innovare vuole dire migliorare, e di gran
lunga, la produttività e la qualità. É quanto successo alla società Corallo
Verniciatura di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, che, tra le prime
aziende in Italia, ha rinnovato l’impianto di verniciatura utilizzando le nuove
tecnologie disponibili: pretrattamento monostadio e applicazione delle vernici
liquide con azoto, in sostituzione dell’aria compressa.
La visita
dell’impianto dell’azienda friulana è doverosa per illustrare a chi vernicia –
sia per la propria produzione sia per terzi - come sia fattibile un notevole
salto in avanti della qualità operativa del pretrattamento e dell'applicazione,
con relativo risparmio, e come ciò permetta di migliorare sensibilmente la
decorazione di manufatti metallici e
plastici, alcuni dei quali riportati nelle illustrazioni che seguono.
IL TUNNEL DI
PRETRATTAMENTO MONOSTADIO
Marinella
Pignat, imprenditrice e socia di Corallo, è una leader coraggiosa, che
antepone nella sua attività la protezione dell’ambiente interno ed esterno e la
ricerca della qualità migliore; per questo motivo ha investito per sostituire
il precedente tunnel di fosfosgrassaggio con uno che utilizza la tecnologia di
pretrattamento monostadio.
«Sostituendo
il precedente tunnel di pretrattamento – ci ha detto Marinella Pignat – abbiamo
introdotto il Toran 3 (Chemtec), un sistema nanotecnologico monostadio che, in un'unica operazione a temperatura ambiente,
sgrassa/converte/passiva (dopo sgocciolatura e asciugatura a forno) le
superfici metalliche ferrose e d'alluminio dei nostri pezzi, movimentati dal
trasportatore a 1 o più m/min. Il prodotto Toran 3 nei primi 90 s sgrassa con
getti a bassa pressione provenienti da 4 rampe d'aspersione e
contemporaneamente converte la superficie; nei successivi 3 min si recupera per
sgocciolamento l’eccesso applicato; infine, si passiva la superficie dopo
asciugatura a forno a circa 130 °C durante 4-5 min).
CARATTERIZZAZIONE
DEL TORAN 3
Il Toran 3
è un prodotto di sgrassaggio e contemporanea passivazione delle superfici
metalliche prima di verniciatura di protezione anticorrosiva, di finitura o di
decorazione dai mille effetti. Di seguito le principali caratteristiche:
o l’operazione avviene in un solo stadio, senza
presgrassaggio né risciacqui, e a temperatura ambiente
o è un processo anidro
o non è
infiammabile
o non produce fanghi, rifiuti e scarichi, perché gli oli
rimossi diventano veri e propri plastificanti del filmante nanometrico
protettivo indurito
o non contiene solventi, metalli pesanti, tensioattivi
o non è pericoloso per l’uomo e per l’ambiente
o forma un nanostrato polimerico compatibile con vernici
liquide e in polvere
o è applicato per aspersione, o dagli ugelli posizionati su
4 rampe nel tunnel in continuo, a bassa pressione (può essere utilizzato anche
in cabine statiche e pure ad immersione)
o il tempo di contatto delle superfici con il fluido di
processo dev'essere compreso tra i 60 e 90 s
o il tempo di sgocciolamento è variabile, a seconda della
geometria dei pezzi, da 3 a 5 min
o il processo termina con asciugatura in forno
a 120-130 °C per circa 5 min
o presenta costi di processo variabili in funzione
dell'area delle superfici trattate, e nessun costo fisso
o è un processo che da risultati qualitativi
stabili, omogenei e costanti nel tempo, e non viene influenzato dalla
temperatura
o rispetta le norme ambientale, di sicurezza e di igiene
del lavoro applicabili
o fa risparmiare fino al 70 %
o non necessità di controlli e manutenzione del
bagno.
É
un’innovazione mondiale: si usa in Francia, Inghilterra, Brasile, negli USA e
in altre nazioni, come già sanno i lettori attenti di Verniciatura Industriale.
«Confermo –
ci ha detto Marinella Pignat – tutte le caratteristiche del nuovo processo
installato; Carlo Guidetti della Chemtec, ci ha dato il giusto
supporto tecnico per mettere a punto il processo che ci vede completamente
soddisfatti».
INNOVAZIONE ANCHE
NELLA SPRUZZATURA DI VERNICI LIQUIDE
Marinella
Pignat non si è fermata a questa innovazione: nel suo piano di rinnovamento ha
previsto anche l’introduzione nel processo di verniciatura con prodotti
liquidi, le tecnologie innovative d'applicazione con fluido d’azoto di
trasporto vernici alle pistole sia per ottenere straordinari
effetti decorativi su manufatti piani e tridimensionali (biciclette ad esempio)
sia per la verniciatura protettiva anticorrosiva. Ha installato la (ormai
conosciuta) apparecchiatura NitroTherm, fornita dall’azienda
Dino Cancellier di Brugnera (Pn), che permette di ottenere azoto per
separazione a membrana.
IL PARERE
DELL’AZIENDA CHE UTILIZZA INNOVAZIONI
«Le due
innovazioni che abbiamo installato ci danno molte soddisfazioni tecniche,
economiche e ambientali – conclude Marinella Pignat. Il trattamento monostadio
di sgrassaggio, conversione e passivazione in un unico processo rapidissimo,
semplifica l'operazione di pretrattamento, è di pH neutro, non necessita di
successive operazioni di risciacquo, ma solo di sgoccialatura, lavora a
temperatura ambiente.
La verniciatura finale con l’uso di fluido
d’azoto, permette degli ottimi risultati: la finitura risulta particolarmente
liscia e uniforme, migliorando gli effetti decorativi ottenuti con l'applicazione
con aria compressa, che evidenziava sempre un po’ di irregolarità e buccia
d’arancia».
L’EVOLUZIONE DEI DIRECT TO METAL PER LA NUOVA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Davide Terzoli, della Franchi&Kim, azienda specializzata nel settore dell'edilizia e l'industria si racconta.
Ricordo ancora quando ho iniziato a lavorare, ormai quasi 20 anni fa. Lavoravo in produzione e m'imbattei in una ricetta di uno “smalto mano unica” e con grande curiosità chiesi al responsabile di laboratorio di che prodotto si trattasse. La risposta fu che era un prodotto con caratteristiche di smalto e di primer insieme, grazie al giusto mix tra resine cortolio e linolegno-fenolate e l’aggiunta di pigmenti passivanti.
A distanza di tanti anni, siamo di fronte a un ritorno di moda dei Direct To Metal, come amano chiamarli i nostri cugini d’oltremanica, ma questa volta con una dignità completamente diversa: siamo di fronte a dei veri prodotti prestazionali con l’intenzione di risolvere molte problematiche dettate dalle moderne produzioni, sempre alla ricerca di innovazione per snellire tempi e logistica.
Ai tempi nostri i Direct To Metal sono prodotti ad elevate prestazioni, continuamente rinnovati per soddisfare sempre di più le necessità dei clienti e ridurne al minimo i difetti originari.
Oggi i DTM sono principalmente acrilici bicomponenti dotati di pigmenti anticorrosivi che ne accrescono di molto le prestazioni di resistenza alla corrosione. Le resine acriliche sono dotate di ottime resistenze agli agenti atmosferici e ai raggi solari, e perfetta ritenzione della brillantezza.
Questo e gli elevati gradi di brillantezza ottenibili, conferiscono un aspetto di vera finitura al film verniciante.
- Le resine acriliche di ultima generazione riescono a garantire anche adesioni sui supporti più complessi dall’acciaio allo zinco, dalle leghe leggere all’alluminio;
- Un’altra caratteristica fondamentale è la rapidità di polimerizzazione di questi prodotti, che garantisce tempi di riverniciatura molto contenuti e cicli di verniciatura complessivi molto brevi;
- I DTM necessitano come tutti i cicli vernicianti di spessori minimi da rispettare e naturalmente, dovendo applicare due mani dello stesso prodotto, questo aiuta molto le tempistiche, non avendo problemi ad applicare bagnato su bagnato;
- Grazie all’ampia gamma di isocianati disponibili sul mercato, c’è la possibilità di avere tempi di indurimento brevissimi, sfruttando gli aromatici, oppure tempi più lunghi con quelli ad alto solido, che però permettono di realizzare prodotti idonei per la carrozzeria industriale, a 420 g/l ad ultra alto solido (UHS);
- Un unico prodotto permette inoltre di ridurre i codici presenti a magazzino dei clienti, semplificando molto il lavoro di riordino e controllo delle giacenze e riducendo la possibilità di errori, anche con riguardo alle eventuali e tipiche confusioni tra il catalizzatore (magari epossidico) del fondo con quello (poliuretanico) della finitura, e i relativi danni, tempi di blocco e ripristino;
Franchi&Kim negli ultimi anni ha visto ampliare esponenzialmente la propria gamma di acrilici DTM a listino, con 2 vere famiglie di prodotti caratterizzate da specifiche ben distinte:
1) UHS
o Metakryl
- lucido, 80-90 gloss (serie 1773)
- semilucido, 30-40 gloss (serie A1269)
- opaco, 10-15 gloss (serie A1266)
La gamma storica Metakryl è ad alto solido, 420 g/l, in conformità alla normativa europea per la carrozzeria industriale. I prodotti riescono a conferire un ottimo aspetto al manufatto grazie alla perfetta distensione della vernice, donando grande lucentezza alle superfici. Sono particolarmente idonei per mezzi agricoli, rimorchi, macchine movimento terra e sistemi logistici.
2) HS
o Acryver
- semilucido, 50-60 gloss (serie 1779)
- opaco, 10-15 gloss (serie 1260).
La gamma Acryver a medio solido, invece, ha caratteristiche di grandissima rapidità di polimerizzazione, elevata verticalità e tixotropia. È idonea per carpenteria pesante e leggera, macchine utensili e macchinari industriali.
Tutti i prodotti hanno pigmenti anticorrosivi ed elevate prestazioni di adesione.
Entrambe le gamme hanno ottime doti d'adesione su tutte le superfici metalliche, in particolare la serie Acryver con la versione semilucida (serie 1779) e la versione opaca (serie 1260) anche su alluminio, sia da fusione che da trafila. Inoltre grazie all’adesione, ai pigmenti anticorrosivi e ad un formulato perfettamente studiato, si riescono a raggiungere ottime prestazioni anticorrosive fino a C4M secondo la norma ISO EN 12944.
Non per ultimo, evidenziano ottime prestazioni anche su plastica e su vetro, rendendoli veramente delle soluzioni universali per tutte le esigenze industriali.
Dal passato è giunta ai nostri tempi un’idea, che combinata alle nuove tecnologie Franchi&Kim, ha portato dei prodotti performanti e innovativi per le nostre aziende. Sfruttiamoli!
Processi di metallizzazione estetici e funzionali "green"
Sono due le principali tecnologie di metallizzazione “fisica”
(alternativa alle tecnologie “chimiche”, meglio conosciute come galvaniche): la
metallizzazione in camere ad evaporazione termica e quella PVD sputtering in
plasma. Entrambe le tecnologie consentono la deposizione di sottilissimi strati
di metallo sulle superfici. “Per semplificare – ci spiega Mauro Molteni, della Metallizzazione Molteni di Barzago, in provincia di Lecco – spiego ai
miei clienti che la prima consente il riporto di alluminio sulle superfici dei
pezzi ed è soprattutto di tipo “estetico”, mentre la seconda, che prevede la
deposizione di diversi metalli, ha un valore
“funzionale”, poiché permette prestazioni molto elevate, potendo quindi
sostituire le prestazioni tecniche e funzionali della galvanica, processo molto
costoso e, soprattutto, molto inquinante, lontano dallo sviluppo ambientalmente
sostenibile dei processi industriali”.
Mauro Molteni ha accettato l’invito dell’ANVER di
partecipare con la sua azienda come partner all’allestimento dell’evento
Finiture Green durante la settimana milanese del design, organizzato sulla
passerella Highline Galleria che corre sui tetti della Galleria Vittorio
Emanuele di Milano, perché pensa che sia indispensabile far conoscere anche ad
un pubblico non propriamente “addetto ai lavori” che questa tecnologia può
essere un’alternativa “green” per dare l’effetto metallico e cromato agli
oggetti. Lo incontriamo in azienda, per approfondire l’argomento anche dal
punto di vista tecnico.
RDC Metallizzazione
Molteni è un’azienda “pioniera” nella metallizzazione conto terzi. Quali sono
gli elementi che caratterizzano il vostro lavoro?
MM - In effetti la nostra azienda ha un notevole bagaglio di
esperienza, essendo nata nel 1965 come “Laboratorio di metallizzazione
sottoaltovuoto”. Nel tempo abbiamo messo a frutto questa esperienza che è
diventata fondamentale per intraprendere uno sviluppo di alta specializzazione,
soprattutto per quanto riguarda il trattamento di contenitori (per la cosmetica
e i profumi, ad esempio), bottiglie e altra oggettistica di alta qualità. La
specializzazione è fondamentale per poter consigliare al cliente la miglior
soluzione possibile.
RDC Quali sono i materiali
che trattate?
MM - I processi, sia quello “termico” con alluminio puro al
99% che il PVD sputtering , dove possiamo utilizzare qualunque metallo o lega,
come cromo, nichel, rame, ottone, titanio e altri, ci permettono di trattare
moltissimi materiali; la nostra attività è concentrata prevalentemente sulla
plastica (varie tipologie) e sul vetro tridimensionale (flaconi, bicchieri,
bottiglie, altri contenitori). Per quest’ultimo materiale è in fase di
montaggio un nuovo impianto di verniciatura con caratteristiche tecniche
innovative e predisposto per la verniciatura con prodotti all’acqua che,
abbiamo visto, hanno prestazioni molto positive.
RDC Come avviene il
processo di metallizzazione?
MM - Per quanto riguarda il processo di metallizzazione che
ho definito “estetico”, il processo è normalmente costituito da:
- Applicazione del primer: il primer ha la funzione di preparare la superficie in modo che i vapori molecolari o atomici di metallo aderiscano alla superficie, depositando un film sottile (nanometrico)
- Essiccazione in forno
- Metallizzazione: tramite camere in vuoto, vengono trasferite le molecole di metallo (alluminio 99% oppure altri metalli, a seconda della tecnologia adottata) che vengono depositate sul substrato, conferendo al pezzo, che può avere qualsiasi forma, geometria e dimensione, l’aspetto brillante, riflettente, metallico che conosciamo
- Applicazione della finitura ed essiccazione in forno. La finitura ha un duplice scopo: conferisce delle prestazioni tecniche elevate e può valorizzare la superficie con colori o altre finiture (opaca, ad esempio).
RDC Quali sono le fasi
“delicate” di questi processi?
MM - Una delle fasi delicate è la disposizione dei pezzi sui
telai, detti anche “portapezzi” o “satelliti”. E’ fondamentale curare il
posizionamento, perché da questo fattore deriva sia la migrazione costante
delle molecole metalliche sul pezzo per ottenere una superficie omogenea sia,
in fase di scarico, la manipolazione in sicurezza. Per questo motivo, ormai da
diversi anni, produciamo in casa telai e portapezzi “ad hoc”, che occupano
molto spazio nel nostro magazzino. Li mettiamo a disposizione anche dei nostri
concorrenti!
Altra fase indispensabile e molto importante è la
mascheratura, che per alcuni pezzi è risolutiva per un risultato di qualità.
RDC La camera di
metallizzazione opera in vuoto?
MM - Si, in entrambi i procedimenti il processo avviene in
assenza di atmosfera, una condizione indispensabile per assicurare un rivestimento
perfettamente uniforme.
RDC Quali sono i settori
produttivi che possono beneficiare di queste tecnologie nel futuro?
MM - Sono innumerevoli i settori dove la metalizzazione è
utilizzata da più di mezzo secolo e, a causa delle problematiche ambientali
legate alla galvanica, sono in progressivo aumento.
La nostra azienda sta percorrendo una decisa
specializzazione perché abbiamo a disposizione una impiantistica completa per
applicare tutto il ciclo, che consigliamo in particolare ai produttori di
packaging per cosmetica e profumeria, dato che l’applicazione del primer
livella le imperfezioni della superficie e la finitura (o top-coat) svolge un
importantissimo ruolo di protezione dalla degradazione ossidativa e meccanica e
dall'attacco chimico di profumi, essenze, oli e altre sostanze chimiche, completando un
ciclo di rivestimento multistrato. Ma lo stesso ciclo da ottimi risultati nel
caso di oggettistica, anche di lusso, oppure lampade, particolari per l’arredo,
per i casalinghi.
APPENDERE I PEZZI IN MODO SICURO: IL “MANUALE D'USO” DEI GANCI
Feltani Reti, oggi
guidata dalla terza generazione della famiglia fondatrice, dal 1975 è dedita
alla lavorazione del filo metallico: produce principalmente ganci per la
verniciatura industriale in filo metallico e in acciaio C72, molle per letti e
divani, ganci per deumidificatori, per pattumiere e tantissime altre soluzioni
su misura per settori merceologici differenziati.
“La nostra azienda
lavora principalmente con macchine a controllo numerico – ci spiega Isabella
Feltani - che offrono una maggiore flessibilità nell’esecuzione di ganci di
varie misure, forme e tipo di filo metallico (tradizionale, zincato e inox).
I nostri 14 impianti a
ciclo continuo producono giornalmente oltre 150.000 ganci di diverso
diametro: in filo d’acciaio C72 o acciaio per molle da 1,5 a 8 mm di
diametro; in filo di ferro FE360 da 2 a 15 mm di diametro, di lunghezza
variabile (da 40 a 1200 mm).
La capacità di carico
di un singolo gancio utilizzato nel settore della verniciatura dipende da
diversi fattori. I più importanti – sottolinea Isabella Feltani - riguardano il
materiale, il diametro del filo e il tipo di piega.
Consideriamo, a titolo
d'esempio, un filo d’acciaio di diametro 8 mm con piega tonda e piega
tradizionale in trazione statica e rispettivi parametri di carico.
Feltani Reti ha dunque
realizzato un “manuale d’uso per ganci”, guida pratica per
l’utilizzatore in cui, tra le varie istruzioni, si specifica e raccomanda
quanto segue:
- il gancio è un accessorio per sollevare componenti da appendere a una catena di verniciatura.
- durante le operazioni di carico e scarico della catena di verniciatura è sempre necessario collocarsi in posizione completamente esterna rispetto all’oggetto sollevato
- non si deve mai sovraccaricare e utilizzare il gancio in modalità diverse da quanto prescritto
- si raccomanda un’ispezione visiva del gancio prima di ogni utilizzo
- non si deve utilizzare il gancio se la piega è visivamente deformata (più di 30°).
Un rinnovato successo per la settima edizione di Paintexpo
L’ormai noto potenziale della biennale più attesa dalla filiera della verniciatura industriale ci sorprende sempre come anche, al contempo, l’abilità della Germania di mantenere entro i confini nazionali il baricentro della manifestazione di riferimento per il settore, cui partecipa un gran numero di italiani, sia in qualità di espositori che di visitatori. Ma consideriamo i numeri, perché sono questi che, da soli, raccontano la buona riuscita di un’iniziativa. È così che la settima edizione di Paint Expo ha registrato di pari passo, una crescita sia di espositori (e quindi di m2 espositivi) che di visitatori (circa il 12%) provenienti da 88 paesi, fra cui l’Italia si conferma tra le percentuali più alte.
Ma Paint Expo è anche la piattaforma entro cui presentare
soluzioni nuove e migliorate ma anche dove ricevere molti input per un
ulteriore sviluppo dei prodotti, veicolati tanto dai visitatori, quanto dalla
rete di scambio che si crea tra espositori.
Tutto questo si traduce in un’ampia gamma di prodotti e
servizi, dal pretrattamento ai rivestimenti, dagli impianti alle tecnologie
d’applicazione, fino all’ispezione e all’imballaggio. Tutte le più rinomate
rappresentanze dell’industria della verniciatura convogliano in un unico spazio
espositivo, così da rispondere in maniera immediata ed efficace alle più
svariate richieste.
Gli espositori si dicono soddisfatti
soprattutto in termini di numero e qualità dei contatti acquisiti. L’eterogenea
provenienza dei visitatori e la loro internazionalità non sono assolutamente
fattori da meno nella valutazione finale dell’evento.
Vediamo qualche parere.
“Questa nuova edizione di Paint Expo -ci racconta Marco
Morlacchi di Lesta, azienda milanese produttrice di robot antropomorfi di
verniciatura - ci ha portato molti contatti europei, per la maggior
parte italiani, polacchi e tedeschi, naturalmente. Oltre alle nostre
tradizionali proposte, la novità che abbiamo presentato a Paint Expo quest’anno
è un robot dotato di un nuovo software che adatta il programma di verniciatura
in base a come è posizionato il pezzo sulla bilancella. L’interesse per la
tecnologia italiana è indiscusso: bisognerebbe trovare il modo di valorizzarlo
entro i confini nazionali”.
Anche Carlo Guidetti, titolare di Chemtec, azienda milanese
produttrice di tecnologie per il pretrattamento superficiale e per il
trattamento delle acque, si ritiene soddisfatto della fiera: “A
distanza di poche settimane siamo contenti dei risultati ottenuti: molti
contatti, alcuni dei quali sembrano opportunità importanti da cogliere in
fretta. Sono varie le ragioni che ci portano a investire in questa
manifestazione: è una fiera internazionale, non tedesca e questo crea
opportunità a livello globale. Senza tralasciare che sono presenti all’evento
tutti gli operatori “che contano” nel nostro settore e quindi è un’occasione
per incontrare concorrenti, partner e per stringere nuovi accordi o consolidare
relazioni esistenti. Conoscere e farsi conoscere, per un’azienda giovane come
la nostra è fondamentale”.
“È il terzo anno che partecipiamo a Paint Expo -ci racconta Pierluigi
Rostirolla, dell’omonima azienda veneta produttrice di ganci, telai, bilancelle
e altri accessori per impianti di verniciatura - e quindi non è stata
una sorpresa per noi vedere un grande afflusso di visitatori. Rispetto agli
anni precedenti i numeri sono aumentati come d’altronde anche il numero di
espositori, indice dell’importanza che la fiera acquisisce di edizione in
edizione. Considerando le modeste dimensioni della nostra azienda, siamo
soddisfatti dei contatti raccolti, provenienti per metà circa dalla Germania e
per l’altra metà dal resto d’Europa: tutti potenziali clienti interessati più
che ai prodotti standard, facilmente reperibili sul mercato, a prodotti unici
come i sistemi a molla o i telai smontabili. Per noi Paint Expo è la scadenza
biennale che ci “obbliga” a sviluppare prodotti nuovi, aggiornare il catalogo e
promuovere tutto ciò. Ma è anche l’occasione per confrontarci in maniera
costruttiva con le aziende concorrenti d’oltralpe, fattore che, insieme ai
riscontri che riceviamo dai nuovi clienti, ci permette di comprendere le
necessità e le tendenze dei mercati internazionali”.
Positivo anche il
riscontro di Cristoforo Brendas, responsabile divisione Polveri Italia
Arsonsisi: “Questa settima edizione di
Paint Expo mi è parsa ancora più completa di quelle precedenti, a dimostrazione
di ciò la maggior superficie espositiva con record di espositori e visitatori.
Confrontandomi con colleghi e conoscenti che hanno partecipato alla
manifestazione, tutti hanno dato un feedback positivo. Abbiamo registrato un
buon numero di contatti, paragonato ai circa 12.000 visitatori e crediamo che
almeno la metà siano davvero interessati. Come completezza di argomenti, numero
di espositori e di conseguenza visitatori, ritengo sia la fiera più importante
per il nostro settore. Come al solito è molto difficile quantificare un
effettivo ritorno economico: sicuramente si ha un buon ritorno di immagine.
Abbiamo accolto visitatori di nazionalità eterogenee: Paesi Baltici, Polonia,
Repubblica Ceca, Russia, Ucraina, ma anche Nord Africa, India e Cina.
Stranamente pochi francesi e, considerando che la fiera è in Germania, anche
pochi tedeschi”.
Una passeggiata green nel cuore di Milano
Una passeggiata di 250 metri nel mondo della sostenibilità per scambiarsi qualche opinione sui rapporti tra verniciatura, industrial design e architettura; sullo sfondo il tramonto, lo skyline di Milano e un calice di vino. Cosi Finiture Green ha riunito più di cinquecento visitatori tra il
17 e il 22 aprile, tra architetti, designer, produttori e professionisti nel settore della verniciatura.
Scandita da hashtag e viste mozzafiato l’istallazione, selezionata tra gli eventi green della settimana del design milanese da Archiproducts.it (rinomato motore di ricerca di prodotti per l’architettura), si è fatta largo dal 17 al 22 aprile riscuotendo un successo firmato Anver, all’insegna della sostenibilità.
L’Anver e il suo braccio operativo, La Rivista del Colore, con la guida di Patricia Malavolti, ha partecipato al Fuorisalone 2018 con un vero e proprio percorso sensoriale ed emozionale
dedicato alle bio resine alle bio vernici e alla cromatura pulita. L’allestimento minimalista
è stato curato dalla direzione artistica dello studio Meregalli Merlo Architetti Associati presso la suggestiva location Highline Gallery di Milano.
L’iniziativa ha pienamente soddisfatto le aspettative delle aziende che ne hanno attivamente preso parte: Sirca, Dsm, Itlas, Molteni Metallizzazione, tutte realtà industriali impegnate da tempo nella ricerca di prodotti e processi di finitura sostenibili.
Desiderio comune era mostrare la possibilità di utilizzare materiali a basso impatto ambientale per la
finitura delle superifici, pur non rinunciando al design e allo stile.
Adapta Color riceve l'omologazione delle polveri antigraffiti
La gamma dei prodotti antigraffiti di Adapta è prodotta in modo particolare per proteggere gli oggetti e le superfici da atti vandalici - graffiti fatti con le bombolette spray o con pennarelli - dato che permette la pulizia con i solventi d'uso abituale, senza degradare il rivestimento.
Si produce in qualsiasi colore e finitura, inclusi i trasparenti e i metallizzati. Ha una buona resistenza all’ambiente esterno, così come un’eccellente resistenza chimica ai solventi più comuni come xilene, acetone, acquaragia e metiletilchetone (MEK). La nuova gamma antigraffiti resiste a quest’ultimo solvente 24 ore, cosa che la differenzia in modo significativo dagli attuali prodotti presenti sul mercato.
Inoltre, l'azienda ha provveduto all’omologazione della serie UB Antigraffiti nel laboratorio
materiali della Railway Testing Agency della SNCF (la società delle ferrovie francesi), secondo
il metodo B della norma francese NF F 31-112. I risultati sono i seguenti:
• Buona resistenza ai prodotti di pulizia, con risultati favorevoli nell’esposizione ai differenti agenti aggressivi a 30 minuti, 2 e 24 ore;
• Prove d'efficacia (nella tabella).
Fati sviluppa una nuova catena ad alte prestazioni per impianti di verniciatura con cuscinetti autolubrificanti
Fati, azienda di Cesana Brianza (LC) leader nella produzione di cuscinetti e catene per convogliatori
aerei, ha progettato e sviluppato una nuova catena ad alte prestazioni per impianti di verniciatura caratterizzata da speciali cuscinetti autolubrificanti e resistenti alle alte temperature, fino a 250°C.
L’azienda, attraverso la ricerca di materiali e tecnologie di lavorazione sempre più performanti e avanzate, risponde alle esigenze tecniche dei propri clienti investendo sulla qualità dei
materiali utilizzati, sulle lavorazioni sempre più accurate e sul continuo miglioramento qualitativo dei propri prodotti.
Tutto ciò ha portato alla presentazione tramite la casa madre TMC, all’ultima edizione di Paint Expo
di Karlsruhe, delle catene Hp-Coat, specifiche per il settore della verniciatura industriale. Queste catene sono caratterizzate da particolari cuscinetti a sfera, costruiti in acciaio ad alta resistenza
e rivestiti con un prodotto sviluppato da Fati, che garantisce una migliore resistenza alla corrosione e presenta una proprietà autolubrificante che permette di allungare la vita della catena fino a 3 volte le normali tecnologie presenti sul mercato.
L’esperienza pluriennale di Fati ha mostrato come spesso le problematiche maggiori negli impianti di
trasporto siano legate alla lubrificazione del cuscinetto, che spesso è carente o completamente assente negli impianti a convogliatore, specie in quelli più datati.
Le proprietà del nuovo cuscinetto permettono di ovviare a queste carenze e di ridurre notevolmente i
problemi che ne derivano, allungando notevolmente la vita della catena e gli intervalli di manutenzione e riducendo i tempi di fermo impianto, garantendo quindi una maggiore produttività e
competitività.
Il punto di forza di questo nuovo prodotto è la sua versatilità e adattabilità a ogni tipo di impianto e utilizzo garantendo le caratteristiche di portata e resistenza delle catene standard.
Il nuovo rivestimento può essere utilizzato su tutta la gamma di catene prodotte da Fati, garantendo tempi rapidi di consegna.
Vernici in polvere in fase di sviluppo con nuovi investimenti produttivi in Italia
Pochi sono stati gli sviluppi di nuovi produttori di polveri nel mercato italiano, che ha ceduto molte quantità dai mitici tempi del 2007, quando la produzione italiana occupava la terza posizione
mondiale con 121.850 t (oggi sono 88.200 t), dopo Cina e USA.
Ci hanno pensato a dare impulso alle innovazioni due coraggiosi imprenditori, Walter Giovanni Bulla e Ruggero Cremasco con l’organizzazione della Bullcrem Lack, sediata a Riese Pio X, in provincia di Treviso, una nuova azienda produttrice di polveri, soprattutto speciali, unica nel suo genere in Italia (polveri a basso spessore: 20-30 micron; polveri IR/ UV; polveri a bassa temperatura di polimerizzazione: 130°C durante 20 min; polveri su polveri; polveri di durata esterna di oltre 25 anni e altro ancora), che si affiancano alla produzione e commercializzazione delle tradizionali polveri poliesteri, epossidiche, epossipoliesteri.
Accompagnati dai due imprenditori visitiamo il grande stabilimento, che occupa 5.000 m2 su di un’area totale di 16.000 m2, è stato progettato con criteri da “industria 4.0”: dalle aree di approvvigionamento delle materie prime alla produzione, al controllo qualitativo, passando dal laboratorio di ricerca e di sviluppo polveri innovative, alla ”piccola fabbrica” per la produzione di piccole quantità “personalizzate”.
Nella parte esterna allo stabilimento sono in funzione i servizi alla produzione, quali i raffreddatori
di aria e acqua per gli estrusori di polveri e di abbattimento dei fumi operativi.
Una nuova realtà che portiamo a conoscenza dei lettori e degli utilizzatori di vernici in polvere e a tutti gli interessati a questa tecnologia che dimostra il notevole investimento che vede protagonisti Walter Giovanni Bulla e Ruggero Cremasco, sia perché è un’importante iniziativa tutta italiana, di
quella parte di Italia che crede nella verniciatura a polveri, sia perché promette una grande ricerca nello sviluppo di polveri innovative per soddisfare le nuove esigenze di chi vernicia in un momento,
quello odierno, di trasformazione industriale.
Volumi, colore, leggerezza
La lamiera stirata è un materiale che sta avendo sempre più successo nell’architettura.
Nella progettazione di edifici e facciate, nel “recladding”, “refitting” e “overcladding” (tutti termini inglesi che definiscono pratiche edilizie di riqualificazione architettonica ed efficientamento energetico delle costruzioni), ad esempio, si rivela essere un sistema versatile anche per definire grandi volumi, pur mantenendo un risultato finale di “pelle” leggera.
La sua versatilità deriva dal fatto che, a seconda del tipo di aspetto o schermatura più o meno trasparente che si vuole ottenere, è possibile individuare la dimensione e il disegno della maglia più
adatta. Le lamiere stirate, inoltre, sono disponibili sul mercato prodotte con diversi metalli, all’alluminio (il più utilizzato sia in termini di costi che di peso) alla lamiera di acciaio, acciaio inossidabile, titanio, bronzo e altro, adattandosi alle diverse esigenze dei settori dove vengono applicate, oltre all’architettura, sia estetiche, che di durata, e di corrispondenza alle normative dei diversi settori (per esempio nel settore automobilistico).
In Francia, l’azienda leader è Metal Deploye, che ha la sede produttiva in Borgogna, a Montbard. E’ una grande storica azienda (l’anno di fondazione è il 1902!), solo per la lavorazione della lamiera impiega più di 60 addetti, ed è gestita da David Parisse.
Dal 2008 fa parte del gruppo olandese Roto. Incontriamo Alain Ouenne, il direttore commercial
e,
in occasione dell’inaugurazione del nuovo showroom di Parigi. Lo spazio raccoglie ed espone una
serie di lamiere stirate di diversi metalli, dimensione di maglie e con diverse finiture.
«Metal Deploye – esordisce Alain Ouenne – mette a disposizione di architetti e imprese di costruzione la sua esperienza al fine di assisterli nella scelta della posa e del fissaggio delle lamiere, passo a passo per ottenere la soluzione migliore».
La lamiera stirata non è un prodotto nuovo, è una invenzione americana il cui utilizzo si è diffuso soprattutto in ambito industriale, ma che, proprio grazie a questo aspetto, è stato apprezzato
da molti architetti, soprattutto in alcuni Paesi, come la Francia, dove architetture come il Beaubourg (il Centro George Pompidou di Parigi progettato da Renzo Piano e Richard Rogers e inaugurato nel 1977) hanno avuto un ruolo determinante nell’immaginario collettivo, dato che il progetto lasciava
evidente la struttura e le funzioni tecniche erano sottolineate dall’uso di differenti ori, per accentuarne l’idea di modernità. Una delle caratteristiche più interessanti della gamma dei prodotti di Metal Deploye è la possibilità di scegliere diversi tipi di finitura applicabili alle lamiere stirate, dalla zincatura a caldo all’ossidazione anodica. Per quanto riguarda la verniciatura a polveri, che viene effettuata da alcuni verniciatori conto terzi selezionati vicino alla fabbrica dove si producono le lamiere, consente una gamma molto elevata di colori e finiture.
Infatti: «attualmente – prosegueAlain Ouenne – è una delle finiture maggiormente richieste, sia perché ha costi più competitivi rispetto ad altre ma, soprattutto, perché la possibilità di scelta di colori, effetti e finiture è decisamente molto ampia, soprattutto da quando ci forniamo da Adapta Color. La collaborazione con Adapta Color, grazie al costante apporto professionale di Victor Manuel
Diaz, responsabile del mercato francese e Mathieu Dutheil, tecnico commerciale, è molto positiva perché ci possiamo presentare agli studi di architettura e ai costruttori edili in modo propositivo,
come partner di una scelta finale.
Infatti Adapta, che ha un catalogo molto ampio e ricco di proposte, anche alternative, ci dà gli strumenti adatti per rispondere alle esigenze dei progettisti, arrivando a poter offrire, in sinergia
con il laboratorio dell’azienda spagnola, una interessante “personalizzazione”, con la certezza di proporre un prodotto garantito e omologato».
La filosofia produttiva di Adapta Color prosegue nell’offrire ai propri clienti prodotti con rese superiori alla media delle vernici in polvere presenti sul mercato e, soprattutto, omologate: una
delle ultime omologazioni - i dettagli nelle prossime pagine – si riferisce ai prodotti antigraffiti.
Nella progettazione di edifici e facciate, nel “recladding”, “refitting” e “overcladding” (tutti termini inglesi che definiscono pratiche edilizie di riqualificazione architettonica ed efficientamento energetico delle costruzioni), ad esempio, si rivela essere un sistema versatile anche per definire grandi volumi, pur mantenendo un risultato finale di “pelle” leggera.
La sua versatilità deriva dal fatto che, a seconda del tipo di aspetto o schermatura più o meno trasparente che si vuole ottenere, è possibile individuare la dimensione e il disegno della maglia più
adatta. Le lamiere stirate, inoltre, sono disponibili sul mercato prodotte con diversi metalli, all’alluminio (il più utilizzato sia in termini di costi che di peso) alla lamiera di acciaio, acciaio inossidabile, titanio, bronzo e altro, adattandosi alle diverse esigenze dei settori dove vengono applicate, oltre all’architettura, sia estetiche, che di durata, e di corrispondenza alle normative dei diversi settori (per esempio nel settore automobilistico).
In Francia, l’azienda leader è Metal Deploye, che ha la sede produttiva in Borgogna, a Montbard. E’ una grande storica azienda (l’anno di fondazione è il 1902!), solo per la lavorazione della lamiera impiega più di 60 addetti, ed è gestita da David Parisse.
Dal 2008 fa parte del gruppo olandese Roto. Incontriamo Alain Ouenne, il direttore commercial
e,
in occasione dell’inaugurazione del nuovo showroom di Parigi. Lo spazio raccoglie ed espone una
serie di lamiere stirate di diversi metalli, dimensione di maglie e con diverse finiture.
«Metal Deploye – esordisce Alain Ouenne – mette a disposizione di architetti e imprese di costruzione la sua esperienza al fine di assisterli nella scelta della posa e del fissaggio delle lamiere, passo a passo per ottenere la soluzione migliore».
La lamiera stirata non è un prodotto nuovo, è una invenzione americana il cui utilizzo si è diffuso soprattutto in ambito industriale, ma che, proprio grazie a questo aspetto, è stato apprezzato
da molti architetti, soprattutto in alcuni Paesi, come la Francia, dove architetture come il Beaubourg (il Centro George Pompidou di Parigi progettato da Renzo Piano e Richard Rogers e inaugurato nel 1977) hanno avuto un ruolo determinante nell’immaginario collettivo, dato che il progetto lasciava
evidente la struttura e le funzioni tecniche erano sottolineate dall’uso di differenti ori, per accentuarne l’idea di modernità. Una delle caratteristiche più interessanti della gamma dei prodotti di Metal Deploye è la possibilità di scegliere diversi tipi di finitura applicabili alle lamiere stirate, dalla zincatura a caldo all’ossidazione anodica. Per quanto riguarda la verniciatura a polveri, che viene effettuata da alcuni verniciatori conto terzi selezionati vicino alla fabbrica dove si producono le lamiere, consente una gamma molto elevata di colori e finiture.
Infatti: «attualmente – prosegueAlain Ouenne – è una delle finiture maggiormente richieste, sia perché ha costi più competitivi rispetto ad altre ma, soprattutto, perché la possibilità di scelta di colori, effetti e finiture è decisamente molto ampia, soprattutto da quando ci forniamo da Adapta Color. La collaborazione con Adapta Color, grazie al costante apporto professionale di Victor Manuel
Diaz, responsabile del mercato francese e Mathieu Dutheil, tecnico commerciale, è molto positiva perché ci possiamo presentare agli studi di architettura e ai costruttori edili in modo propositivo,
come partner di una scelta finale.
Infatti Adapta, che ha un catalogo molto ampio e ricco di proposte, anche alternative, ci dà gli strumenti adatti per rispondere alle esigenze dei progettisti, arrivando a poter offrire, in sinergia
con il laboratorio dell’azienda spagnola, una interessante “personalizzazione”, con la certezza di proporre un prodotto garantito e omologato».
La filosofia produttiva di Adapta Color prosegue nell’offrire ai propri clienti prodotti con rese superiori alla media delle vernici in polvere presenti sul mercato e, soprattutto, omologate: una
delle ultime omologazioni - i dettagli nelle prossime pagine – si riferisce ai prodotti antigraffiti.
SICUREZZA NEI PROCESSI PRODUTTIVI E TUTELA PER L’AMBIENTE: QUESTE LE VERE INNOVAZIONI 4.0
È sempre più in uso in ambito industriale il
termine sostenibilità che dovrebbe avere come obiettivo primario quello di agire nel
presente con una visione proiettata a quello che sarà “il domani produttivo”.
Diventa fondamentale pensare al medio e lungo
periodo e collocare la parola sostenibilità
su una visione più ampia, che comprende al suo interno lo
sviluppo sociale, oltre che quello economico ed ecologico, e una più ristretta,
che si riferisce invece quasi esclusivamente agli aspetti di gestione
ambientale e alle risorse, delle quali si teme l’esaurimento nel tempo.
Quello dell’impresa responsabile è infatti uno dei temi
più attuali che si sta affacciando sul panorama della gestione e della politica
aziendale.
Nonostante
la forte concorrenza e un grande problema di contraffazione, l’Italia realizza
oltre il 50% della produzione europea e oltre il 15% di quella mondiale (fonte
Unic, Unione Nazionale Industria Conciaria). L’intero sistema manifatturiero
nostrano è fortemente influenzato dalla territorialità, che rappresenta un plus
in termini di credibilità e alto valore aggiunto del made in Italy, grazie a
una tradizione fortemente “artigianale”.
Ciò
però non deve indurre nell’errore di sottovalutare le esigenze e le sensibilità
di un mercato globale che ricerca qualità, competitività ma anche prodotti sicuri
e rispettosi dell’ambiente. Questa variabile sta poco a poco diventando un
importante fattore di competitività, un ulteriore valore aggiunto immateriale
per le produzioni italiane.
L’innovazione
tecnologica legata ai temi dell’ambiente e della sicurezza, è, infatti, una
scommessa ragionevole per un’imprenditoria matura ed è un elemento che concorre
ad incrementare la percezione di qualità che è solitamente associata alle
produzioni del manifatturiero italiano. Tuttavia, se è pur vero che la
sensibilità ambientale inizia a diffondersi presso alcune fasce di consumatori,
è altrettanto vero che molto resta da fare affinché gli investimenti “green” si
traducano in un ritorno economico sul mercato e in un effettivo asset
competitivo per le imprese del settore. Nell’ultimo ventennio, anche sotto la
spinta di una normativa sempre più stringente, il comparto dei trattamenti di
superficie, ad esempio, ha investito in diverse iniziative atte a ridurre
l’impatto ambientale.
Si
tratta quindi di considerare il sistema produttivo come un vero e proprio ciclo
di vita, dove i termini sicurezza e rispetto per l’ambiente rappresentino un vero e proprio codice comportamentale.
Aircom,
azienda italiana specializzata nella progettazione e produzione di pistole automatiche
per la spruzzatura destinate alle industrie conciarie, della plastica, del
legno, del vetro, lo ha compreso da tempo, investendo le proprie energie su
progettazione, ricerca e sviluppo, i nodi centrali per realizzare prodotti non
solo evoluti ed esteticamente belli, ma sicuri e durabili.
In
particolare l’ultima nata, la Aircom Eco, è una pistola di spruzzatura progettata per
andare incontro a due obiettivi fondamentali: l’attenzione al fattore ecologico
delle lavorazioni industriali e del loro impatto ambientale e la conseguente,
importante, riduzione
dei costi durante la fase di verniciatura.
Per ottenere ciò, è
stato studiato un prodotto che permette di lavorare a pressioni di
atomizzazione molto basse al fine di ottenere sia un elevato risparmio dei
prodotti vernicianti, sia una significativa riduzione delle emissioni in
atmosfera (valore certificato secondo normativa UNI EN 13 966-1).
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