Visualizzazione post con etichetta verniciatura del legno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta verniciatura del legno. Mostra tutti i post

Le tendenze 2018 del colore secondo Renner Italia



Si chiama Color Tunes Book ed è il progetto che definisce la via del colore di Renner Italia. «Con Color Tunes Book intendiamo suggerire agli interior designer e ai brand dell'arredamento le soluzioni estetiche di tendenza, gli effetti più originali, le sfumature più ricercate in un compendio ragionato e innovativo delle nostre vernici - spiega Manuel Siragna, direttore commerciale dell’azienda che produce vernici per il legno a Minerbio (Bologna) -.Come sempre ci poniamo al servizio. Il nostro obiettivo, anche nel complesso campo del color design, è offrire soluzioni». Un progetto ambizioso che mette a frutto la sinergia tra lo studio milanese Azzolini-Tinuper e i laboratori Renner.


Elegante e minimale, Color Tunes Book interpreta il legno verniciato con effetti preziosi e ricercati. «Tra le migliaia formule e le infinite soluzioni offerte dai laboratori Renner Italia non è stato semplice operare una scelta - racconta la designer Paola Tinuper -. A valle di un lungo e appassionante lavoro, abbiamo individuato sei nuance (opale, onice, riolite, ematite, grafite e pirite) e cinque effetti speciali che danno risposte adeguate alle richieste più attuali».

Velati. Tramati. Vibrati. Sfumati. Marcati. Questi i cinque effetti speciali dell'edizione '18 di Color Tunes Book. I colori selezionati spaziano dal grigio al carta da zucchero, virano sull’ocra smorzando più o meno i toni del giallo. Già, ma perché sono state scelte queste tonalità? «La gamma colori selezionata per Color Tunes Book 18 è articolata in sei proposte “tonali” - chiarisce Paola Azzolini -, si tratta cioè di tinte a bassa saturazione selezionate in base alle tendenze colore nel mondo dell’abitare. Due neutri caldi (opale e pirite) e un neutro freddo (grafite) coprono le richieste sempre attuali nel mondo dei grigi e dei tortora-marroni. Gli altri tre toni sono sempre nell’area dei naturali interpretati: l’onice, un giallo ocra in cui abbiamo suggerito il mondo dell’oro; riolite, un aranciato bruciato in cui abbiamo suggerito il mondo dei ramati; ematite, per coprire le aree di gusto legate ai bluverdi molto in tendenza e facilmente abbinabili alle essenze naturali. Tutti questi colori funzionano bene insieme intrecciati».
Con i tramati il legno si confonde quasi con il tessuto: «I tramati rivelano la vocazione del legno a giocare con il chiaroscuro e sono pensati per interni in cui il legno diventa protagonista grazie alla lavorazione della superficie - aggiunge Azzolini -. Si tratta di un effetto ricercato, interpretato in una veste quotidiana, un tessile da portare con disinvoltura su diversi elementi: parquet, boiserie, ante, piani… In Color Tunes Book abbiamo inserito immagini di ambiente e immagini di dettagli per stimolare possibili interpretazioni del prodotto».

Nel velato il colore rispetta la trama autentica dell’essenza, effetti e colori sono pensati per quale tipo di legno? «I velati - incalza Tinuper - presentano una finitura iper opaca (zero gloss) e vellutata, in cui affiora la vena del legno naturale. La proposta è stata sviluppata sul rovere, un legno molto in tendenza, che acquisisce con questo trattamento un’estetica contemporanea e rinnovata». Il metal, fortemente apprezzato anche alle ultime expo di settore, sembra l’effetto più distante dall’idea del legno come materiale. «Il metal è un effetto molto di tendenza ed è stato proposto in versione opaca con grana sottile - rivela Tinuper - quindi un metallo molto raffinato in una gamma di toni soft. Può essere utilizzato su ampie campiture o interpretato come dettaglio per impreziosire composizioni articolate con altri effetti. Nella rubrica "intrecci" Color Tunes Book avanza alcune proposte di articolazione a cui potersi ispirare».

L'architetto Azzolini indica infine le linee guida che hanno ispirato il dietro le quinte di Color Tunes Book: «Il nostro studio si è tuffato nella ricerca delle tendenze nel mondo dell’arredo, intrecciando informazioni relative al mondo dei rivestimenti, dei mobili, degli accessori e complementi. Abbiamo individuato i trend più interessanti per il mondo delle vernici per legno: gli effetti total mat, le micro texture effetto tessile, le sfumature di gusto retrò, gli effetti di decoro micro-miscelato e le venature macro. Abbiamo quindi elaborato una gamma colore rilanciando una nuova interpretazione del legno naturale tinto. Il nostro è un progetto ampio. Siamo molto soddisfatte. Abbiamo avuto modo di sperimentare effetti particolari e ampia libertà nel proporre nuove interpretazioni. È stato bello interagire con un laboratorio preparato, giovane e dinamico, che in tempo reale ci ha fornito tutte le risposte di cui eravamo a caccia».

Il progetto Color Tunes Book è consultabile su www.renneritalia.com.


Vernici all’acqua: dobbiamo essere fiduciosi per il futuro?




Gianni Giardina: un impiantista che ha maturato oltre 45 anni di esperienza nel settore degli impianti per la verniciatura del legno.

PM: Lei ha potuto seguire nei passati decenni il battesimo di centinaia di impianti che usavano le vernici all’acqua. Quali sono stati le motivazioni che hanno favorito all’epoca queste installazioni e se queste motivazioni oggi, possono essere ancora valide per riproporre l’uso di queste vernici.
GG: Nel secolo scorso, la forte espansione ed industrializzazione del settore del legno, aveva portato ad un uso scellerato delle vernici a solvente, ai danni dell’ambiente e delle persone che lavoravano nelle fabbriche. Delle conseguenze indirette ne hanno subite anche i compratori finali dei manufatti verniciati, che hanno respirato per anni i solventi che fuoriuscivano dalle superfici dei mobili acquistati anche molto tempo prima. Tutti, per diverse ragioni, volevano eliminare i solventi dalle vernici, eppure il cambiamento è iniziato solo con l’inizio del nuovo secolo.

PM: Cosa aveva impedito prima il cambiamento?
GG: In questo campo bisognava che i tre attori protagonisti (vernici, impianti, verniciatori) viaggiassero assieme. Alla fine del secolo scorso, le vernici a base acquosa non erano vendibili per diversi motivi:
1) Costavano molto di più rispetto a quelle a solvente.
2) Gli impiantisti non potevano garantire la ripetitività dell’essiccazione perché era molto difficile, applicando ad esempio le vernici a spruzzo, avere una costanza di spessore in ogni parte del pezzo verniciato e, di conseguenza, fornire una giusta quantità di aria con le caratteristiche di umidità necessarie per strippare l’acqua contenuta nel film di vernice. Quindi i verniciatori, giustamente, non erano disposti ad avere un risultato incerto e a spendere di più in costi di produzione.

PM: Cosa è successo allora che ha fatto cambiare lo scenario a partire dal 2000, tanto che centinaia di utilizzatori hanno installato, con successo, impianti all’acqua nei primi 5-6 anni del nuovo secolo?
GG: Durante il 1999, un giovane ingegnere friulano, che lavorava in un centro di ricerca regionale, modificando accidentalmente certe lunghezze d’onda, ha riscontrato delle anomalie sui campioni sui quali stava lavorando. Tramite conoscenze comuni, me le ha sottoposte. Questo mi ha spinto a costruire un prototipo e, con l’aiuto di altre tecnologie già consolidate, ho potuto mettere a punto un sistema che asportasse l’acqua contenuta nella vernice, senza riscaldare il pezzo e senza adoperare per l’essiccazione l’aria dell’ambiente che poteva, come già detto, non avere i parametri corretti.

PM: Le vernici erano quindi già pronte?
GG: Non ancora, ma eliminando la variabile “aria” dall’essiccazione, gli utilizzatori hanno comunque iniziato a lavorare e a produrre con le vernici all’acqua. Nel frattempo, nei sei mesi intercorsi tra l’assenso del cliente per la nuova installazione e la consegna definitiva della stessa, i tecnici delle vernici hanno potuto, usando il nostro laboratorio, fare la messa a punto delle vernici in funzione della qualità richiesta dal cliente. Contando già su consumi sicuri ed un enorme mercato potenziale, i produttori di vernici si sono buttati nella ricerca, riuscendo in poco tempo ad abbassare i prezzi e a portare le caratteristiche delle vernici all’acqua allo stesso livello di quelle a solvente.

PM: Cosa è stato fatto per vincere lo scetticismo verso i prodotti all’acqua?
GG: Si è molto lavorato nel marketing. Ad ogni nuovo impianto funzionante, veniva realizzata una visita al cliente con intervista, foto e filmato. Il tutto poi veniva spedito, via email, a centinaia di clienti potenziali e postato sul sito. Nessuno così poteva mettere in dubbio le parole di un cliente che mostrava soddisfatto la propria produzione verniciata con vernici all’acqua, mentre veniva accatastata all’uscita del forno. Questo ha avuto l’effetto di dare fiducia alle vernici all’acqua e ai nuovi impianti proposti sul mercato.
Nel frattempo, per spessori di vernici non molto alti, anche altre tecnologie come gli IR ed i forni verticali, hanno potuto essere proposte con successo da parte di altri impiantisti. 

PM: Cosa è successo poi? Perché le statistiche ci dicono che i consumi dei prodotti all’acqua sono diminuiti?
GG: Con la crisi generale che ha colpito il mondo intero, nel settore del mobile, non sono andati in crisi solo i prodotti all’acqua, ma tutti i sistemi di applicazione progettati per grandi serie di pezzi.  Nessuno era attrezzato per lavorare i prodotti all’acqua su piccole serie, quindi verniciavano a mano in cabina o si affidavano ai contoterzisti che lavoravano anch’essi in cabina. Lavorare in cabina le vernici all’acqua senza le adeguate attrezzature, voleva dire affidarsi per l’essiccazione alle condizioni atmosferiche e questo, lo abbiamo già visto, era molto pericoloso. Bisogna aggiungere poi, che quando si applica la vernice pigmentata su entrambi le facce ed i bordi di un pannello, è importante per la qualità finale, farlo con la medesima vernice. Ora se si spruzza la prima faccia, prima di applicare la vernice sulla seconda, bisogna attendere che la prima sia abbastanza asciutta per poter girare il pezzo. Ma se si devono attendere ore perché questo accada, il pot life (tempo di catalisi) sarà sicuramente già scaduto e quindi si deve buttare la vernice e rifarne dell’altra, che potrebbe non avere le stesse tonalità di colore della prima.  

PM: Quindi come se ne esce? Dobbiamo attendere che passi la crisi per ritornare a non inquinare usando gli impianti industriali?
GG: Non necessariamente, esistono i sistemi sicuri per l’essiccazione di vernici all’acqua per i singoli carrelli, che essiccano i piccoli lotti in tempi rapidi per poter girare i pannelli, adoperando così la stessa vernice su entrambi le superfici. Io ne ho costruiti minimo una decina a clienti che già lavoravano con piccoli lotti. In Italia esistono minimo tre impiantisti ancora in grado di produrli. Sono impianti piccoli che costano relativamente poco.

PM: Ditte come Ikea, hanno fatto delle vernici non inquinanti il loro punto di forza commerciale ed in più le leggi, sembrano voler andare contro le vernici a solvente. Come possono i verniciatori competere con Ikea e rispettare le leggi?
GG: Contro Ikea è impossibile fare una guerra globale; si può tentare di combattere solo su alcuni segmenti di mercato. Ikea anni fa era conosciuta come un produttore di mobili economici, brutti e poco affidabili. Con il tempo ha investito in qualità e marketing. Ha fatto capire al mondo che il bello ed il brutto sono soggettivi, dato che devono accontentare i gusti di quasi tutto il mondo, ma la qualità, il prezzo e l’affidabilità sono oggettivi, così come pure il rispetto per l’ambiente.
Il mobiliere che vuole competere con Ikea, o con aziende simili, naturalmente in una fascia di clientela diversa, può farlo solo con il design.

PM: In sintesi cosa bisogna fare?
GG: I mobilieri, con la crisi, hanno giustamente dovuto adeguare I propri costi generali al nuovo fatturato. Ora devono adeguare l’impiantistica alla nuova necessità produttiva. Quindi impianti flessibili, che accettano il lotto “uno”, con la giusta quantità di meccanizzazione e soprattutto, adoperare con questi impianti, vernici non inquinanti. Poi tutto va affidato al marketing.






Le lavorazioni conto terzi diventano sempre più flessibili e eccellenti


Lavorare con l’obbiettivo di tenere sempre sotto controllo alcuni parametri di processo che garantiscono una qualità riproducibile: così si lavora alla CFN Verniciature, di Pieve d’Alpago, in provincia di Belluno, azienda specializzata nella verniciatura di manufatti di legno, vetro, metallo,
metacrilato, poliuretano e altre materie plastiche. Una azienda di servizi di verniciatura conto terzi che ha saputo intraprendere un percorso di rinnovamento.

Ultimo arrivo della fine del 2017 è una macchina automatica di levigatura che Nello Fullin, il titolare dell’azienda, ha organizzato per offrire ai clienti un servizio completo dalla superficie grezza alla finitura, cioè dalla levigatura e preparazione del materiale fino alla verniciatura e altri servizi.

- Con il tempo ci siamo specializzati nel settore del mobile. Con alle spalle 30 anni di attività abbiamo la possibilità di offrire, oltre alla certezza di consegnare un prodotto di qualità, una competenza tecnica per accompagnare il cliente nella definizione del giusto ciclo di trattamenti e finiture. Il nostro plusvalore è dato dalla flessibilità, dalla puntualità di consegna, dalla grande gamma di lavorazioni che possiamo offrire. -

LE FINITURE

I cicli di verniciatura che si effettuano in CFN Verniciature coprono le più svariate esigenze:
•  Laccato lucido e opaco;
• Verniciatura opaca di essenze legnose con finitura a poro chiuso e poro aperto;
• Metallizzati opachi e lucidi;
• Finitura effetto madreperla e cangiante;
• Finitura testurizzata;
• Effetto pelle di pesca (soft feel);

Un fiore all'occhiello dell’azienda veneta è il laccato lucido poliestere paraffinato spazzolato, sia pigmentato che trasparente, finitura che richiede una specializzazione che sta diventando
sempre più rara. Questa varietà di cicli disponibili ha spinto alcuni anni fa Fullin a dotarsi di
un tintometro, strumento che permette di offrire servizi veloci e con grande varietà di colori, oltre a campionature con tutti i colori RAL e NCS. Un servizio davvero flessibile e adeguato alla diversificazione produttiva odierna!